Cambio Di Residenza Del Genitore Insieme Alla Prole: Quale La Procedura Se L’altro Genitore Non Lo Approva?

Studio Legale
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Conseguenze civili derivanti dal cambio di residenza attuato senza consenso dell’ex o del tribunale. Quando da una relazione nascono dei figli la separazione della coppia è molto 

spesso fonte di contrasti legati al luogo in cui i minoriresteranno ad abitare. Non di rado infatti i conflitti scaturisconodalla necessità del genitore presso il quale i figli mantengono laresidenza (cosiddetto genitore collocatario) o del genitore al qualei figli vengono affidati in via esclusiva, di trasferirsi altrove. Spesso le motivazioni del trasferimento sono legate al bisogno diritornare nella propria città di nascita per poter godere delmaggior sostegno da parte della famiglia di origine oppure sonoconnesse ad una proposta di lavoro che consentirebbe al genitore direalizzarsi anche sul piano professionale ed economico. Che il cambio di residenza sia dettato da una necessità effettiva oda un semplice desiderio poco importa; ogni cittadino ha, infatti, ilpieno diritto garantito dalla Costituzione Italiana di liberacircolazione e di scelta del luogo di residenza con lo scopo direalizzare le proprie aspirazioni lavorative e sociali, senza potersubire limitazioni da parte dell’autorità giudiziaria (fattaeccezione per quelle legate a motivi sanitari e di sicurezza) o desideri egoistici/arbitrari dell'ex partner. Vi è da precisare però che il cambio di residenza del minoreappartiene a quelle decisioni di maggior interesse che i genitorihanno il dovere di assumere di comune accordo proprio al fine disalvaguardare il benessere della prole. Significative in merito alcune sentenze che hanno sottolineato come“dovere primario di un buon genitore affidatario e/ocollocatario quello di non allontanare il figlio dall’altra figuragenitoriale: quali che siano state le ragioni del fallimento delmatrimonio (o della relazione),ogni genitore responsabile, consapevole dell’insostituibileimportanza della presenza dell’altro genitore nella vita delfiglio, deve saper mettere da parte le rivendicazioni e conservarnel’immagine positiva agli occhi e nel cuore del minore, garantendoil più possibile le frequentazioni del coniuge con la proleminorenne. L’attitudine del genitore ad essere un buon educatore eda perseguire primariamente il corretto sviluppo psicologico delfiglio si misura alla luce della sua capacità di realizzare unsiffatto risultato non a parole, ma in termini concreti”. Quando occorre l’accordo dei genitori? Nel caso in cui un genitore, senza aver ottenuto il consensodell’altro, trasferisca altrove la residenza insieme al figlio egliviola perciò quelli che sono dei principi fondamentali in materia diaffidamento, compiendo un atto illegittimo. Ciò vale sia nel caso di affido condiviso che di affido esclusivo,in quanto, anche in quest'ultimo caso, i genitori hanno il dovere diadottare insieme le decisioni di maggiore interesse per i figli, tracui quella della residenza abituale. Anche in caso di affidoesclusivo, infatti, la responsabilità in capo ad un solo genitoreincontra sempre un limite nella necessità che egli si attenga allecondizioni stabilite dal magistrato e nel diritto/dovere del genitorenon affidatario di vigilare sull’istruzione ed educazione deifigli, con piena facoltà di rivolgersi al giudice qualora ritengache siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse. Nel caso in cui, pertanto, l’altro genitore non approvi la sceltadell’ex di trasferirsi, colui che intende farlo dovrà presentareuna specifica domanda al giudice del tribunale del luogo di residenzaabituale del figlio al fine di ottenere l’autorizzazione altrasferimento del medesimo tramite la modifica delle condizioni dellaseparazione, del divorzio o dei provvedimenti assunti riguardo aminori nati fuori dal matrimonio. La medesima domanda potrà essere presentata anche dal genitore che,conoscendo l’intenzione dell’ex di attuare il cambio di residenzadel figlio, voglia appunto impedirlo. Il tribunale dovrà decidere compiendo una serie di valutazionifinalizzate ad assumere la soluzione più rispondente all’interessedel figlio. Il giudice dovrà quindi ascoltare entrambi i genitorinella prioritaria ricerca di una soluzione consensuale dellaquestione. Ove questa non venga raggiunta, il giudice potrà nominareun esperto (generalmente uno psicologo) affinché, dopo averascoltato il minore, rediga una relazione indicando la soluzione, asuo avviso, più adeguata al caso concreto. Se però il trasferimento sia comunque attuato arbitrariamente, ilgenitore che sia stato forzatamente allontanato dal figlio potràrivolgersi al giudice del tribunale del luogo di residenza abitualedel minore affinché assuma gli opportuni provvedimenti a riguardo. L’allontanamento arbitrario, pertanto, costituisce una graveinadempienza a seguito della quale il giudice potrà decidere di:modificare i provvedimenti in vigore, anche tramite un’inversione dell’affidamento e/o collocamento dei figli (in favore del genitore ingiustamente allontanato dalla prole); ammonire il genitore inadempiente; disporre a carico di quest’ultimo un risarcimento deidanni morali e non solo, sia nei confronti del genitore leso chedella prole; sanzionare il genitore con un’ammenda. Attenzione però a non lasciare trascorrere troppo tempo… Se quanto detto è senz’altro vero, non va però sottovalutato il fatto che, nella individuazione del genitore presso il quale saràcollocato il figlio, il criterio primario di riferimento per ilgiudice è e deve essere sempre rappresentato dal benessere de lminore, con specifico riferimento alle consuetudini di vita da questiacquisite nel tempo. Ciò significa, all’atto pratico, che qualora il trasferimento siagià stato attuato senza consenso (né dell’altro genitore né delgiudice) e, di conseguenza, il figlio si sia già radicato nel nuovocontesto abitativo, il magistrato – nel primario obiettivo di far prevalere l’interesse del figlio ad un corretto e sereno sviluppodella sua personalità – potrà comunque decidere di non allontanarlo dal nuovo luogo di abituale residenza; un nuovo trasferimento, infatti, rischierebbe di destabilizzare il minore che abbia già acquisito delle nuove consuetudini di vita (nuovi amici,nuova scuola, nuovi gruppi sportivi eccetera). Fermo restando naturalmente il diritto dell’altro genitore di poter frequentare il figlio con regolarità.

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