Gruppo di Eventi e Walfere

Redazione
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Alcuni anni fa nell' azienda in cui lavoro proposi un'iniziativa personale,

che venne accettata con entusiasmo. Successivamente nacque l'idea di formare un gruppo di eventi aziendali, con il fine di migliorare l'ambiente professionale:

attraverso momenti di relax , cultura, benessere e servizi nel dopo lavoro; migliorando l'interazione delle varie parti professionali uniti in momenti di condivisione nelle loro differenze tecniche professionali e nelle culture di origine dei dipendenti.

Questo gruppo, sotto forma di welfare, è nato con una gestione basata sulla tecnica del coaching sia all'interno del gruppo stesso che verso l'esterno.
Sono stati ottenuti  ottimi risultati, tanto da creare il  riconoscimento di stima da parte dei colleghi. Sia chiaro non è proprio un vero coaching aziendale, siamo all'inizio di tale processo, ma è un modo per iniziare ed ottenere dei primi miglioramenti!

L'importante è una gestione oculata di questo gruppo, intendo che deve avere una sua indipendenza di movimento, rispettando chiaramente la cultura aziendale e di chi vi lavora. Uno dei rischi è quello che l'azienda ne tragga utilizzo come moneta di scambio per ottenere dei risultati aziendali: in questo modo si rischia che l'energia positiva prodotta dal gruppo finisca nel medio-breve periodo. Prima o poi nello scambio potrebbe esserci uno sbilanciamento tra richiesta e domanda, ma soprattutto potrebbe finire  quel sentimento di empatia e naturalezza nella creazione di questi momenti, in cui è la direzione gestire questi rapporti. Tutte le frizioni interiori dei dipendenti verso il management potrebbero avere il sopravvento, uccidendo la voglia di stare assieme.

Lo stesso gruppo si deve divertire nella creazione ed avere le motivazioni per il raggiungimento dei suoi obiettivi.
A metà giugno 2016 nella provincia di Reggio Emilia e in particolare della zona industriale di Correggio, nella fattispecie 8 aziende: Carboni, CGM, Corghi, Cormach, Dow, Rexnord, Sicam, Warrant e Unindustria di Reggio, hanno deciso di collaborare per la prima volta nella costruzione dei progetti , per creare  benefit ai propri dipendenti, attraverso un organizzazione chiamata "Giano".

Io ed i miei colleghi desideriamo di pensare di avere  ispirato questa piccola rivoluzione, poichè riteniamo di  essere stati i primi visionari di questa entità, alla quale vi sono anche alcune aziende che hanno partecipato al nostro evento di calcio a 5, arrivato alla seconda edizione.
L'azienda in cui lavoro non fa parte di queste otto aziende: il nostro management ci reputa all'altezza della situazione fino questo momento e nel contesto delle strategie aziendali.
Mi piace precisare, inoltre che i benefit descritti in questa organizzazione denominata "Giano", sono presenti da tempo nel nostro programma ed e anche più ampio.

Mental Coach Andrej Bandieri Riceve a Carpi

andrej bandieri 
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