Chi Cerca, Trova

Redazione
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‘Chi cerca trova’, recita l’adagio popolare, seguito da ‘l’importante è il viaggio’, e ancora, ‘finché c’è vita c’è speranza’. A Cura della Dottoressa  Giuliana Gibellini 

 

Ma che cos’è questa ricerca che ci fa mettere in viaggio e che fa del viaggio la parte più interessante? Che cosa andiamo cercando quando ci affanniamo a cambiare macchina, cambiare lavoro, cambiare casa, andare in vacanza, trovare degli hobbies e occupare il corpo e la mente con ogni sorta di attività?

La risposta ce la dà la scoperta di J. Panksepp: giù nelle viscere del nostro cervello più antico ci sono le sette emozioni di base di cui la prima che ci presenta è la “ricerca”.
Avete presente quando gli animali si attivano per cercare qualcosa?

Quando un cane fiuta una pista, un gatto si acquatta, un uccello vola per esplorare: in quel momento nel loro cervello è attivo il sistema “ricerca” o più precisamente, RICERCA/ANTICIPAZIONE. Anche noi utilizziamo questo sistema come inizio di molte attività.

Quando allunghiamo il collo per vedere l’amico che sta per arrivare, quando partiamo per un’escursione, quando iniziamo una scuola, quando al supermercato cerchiamo l’ingrediente che renderà buona la nostra cena, quando corriamo cercando di fare goal, quando pregustiamo le sorprese che ci può riservare un mercatino dell’antiquariato siamo pieni di speranza e quello che ci interessa non è solo la meta che raggiungeremo, ma tutte le attività che ci terranno impegnati nella ricerca dell’obiettivo.

In questo senso il viaggio è più importante della meta. Forse qualcuno si chiederà perché a volte ci imbarchiamo in attività in cui il raggiungimento dell’obiettivo è poco probabile o il cui obiettivo non è affatto chiaro. Ciò avviene perché l’attività di ricerca è premio a se stessa. ”È il piacere dell’anticipazione eccitata ed euforica”, negli uomini è l’emozione che accompagna l’intenzione ad agire.

Tutte le volte che desideriamo qualcosa, che persistiamo in un’attività o che decidiamo di cambiare comportamento, tutte le volte che ci avviciniamo a qualcosa per prenderlo è RICERCA/ANTICIPAZIONE che stiamo attivando e che ci sostiene con la sensazione - sempre positiva – dell’attesa, della speranza, dell’anticipazione della soddisfazione. Questo sentimento positivo ci appaga temporaneamente tanto da farci rinunciare al cibo o da farci resistere quando siamo allo stremo.

È il sistema che spinge gli animali a monitorare l’ambiente al fine di procacciarsi le risorse necessarie come acqua, cibo, riparo, e ad evitare i pericoli. Ha, quindi, un grande valore adattivo.Negli umani, le sostanze rilasciate da RICERCA stimolano le aree della neocorteccia in cui si genera il pensiero strategico e così ci fa sentire importanti, in controllo del nostro destino. Sostiene anche le espressioni artistiche e l’amore per la conoscenza.


RICERCA è un sistema che ha anche le sue spine: consolida i desideri che creano dipendenza e si attiva sia per bisogno che per avidità. Inoltre, stimolando i nessi causali della neocorteccia, può indurre qualcuno a saltare a conclusioni affrettate, a volte quasi al delirio.

Qualche volta, la speranza di raggiungere un obiettivo può indurre a ripetere dei comportamenti cosi come sono stati fatti la volta che hanno condotto al risultato, ma queste ripetizioni stereotipate assomigliano ai rituali del giocatore che usa sempre le stesse calze di quando ha vinto.


Chiudo con una osservazione che si ricollega alla psicoanalisi e in particolare all’interpretazione psicoanalitica dei sogni. L’aumentata attività dopaminergica ( è la dopamina il mediatore di RICERCA) durante la fase REM del sonno (che è quella in cui si sogna) suggerisce che il sistema RICERCA è attivo ad anticipare le sfide emotive che ci attendono da svegli. Per questo l’interpretazione dei sogni è così utile!

Dottoressa  Giuliana Gibellini

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Psicologa-psicoterapeuta
Specialista in psicologia clinica
FacebookInfo 339 4686175

 

 

 

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