HPV

Redazione
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Perché negli ultimi anni si parla sempre di più del virus del Papilloma Umano detto anche Human Papilloma Virus e/o HPV ? A Cura della Dottoressa Maria Cristina Iannacci.

Qual è il reale impatto sulla vita sessuale e riproduttiva della donna, ma anche dell’uomo?

Col termine HPV si indica genericamente il virus del Papilloma Umano. In realtà gli HPV sono tanti, divisi per comodità in sottotipi a basso rischio, responsabili di condilomi e altre forme benigne e in sottotipi ad alto rischio, correlate con l’insorgenza di lesioni di alto grado, molto pericolose per la salute, a localizzazione principalmente genitale ma anche a carico della regione orofaringea – tonsillare.

Qualche dato statistico per capire il problema.
L’infezione da HPV rappresenta negli USA la più frequente malattia a trasmissione sessuale (e si presume che le cose in Italia non siano molto diverse), con una prevalenza nella popolazione adulta sessualmente attiva che arriva al 70-80%.
L’incidenza delle infezioni da HPV ha un picco in un’età compresa fra i 20 e i 25 anni. Si calcola che almeno il 50% delle donne e degli uomini sessualmente attivi acquisisca l’infezione nel corso della vita: il 30% delle giovani donne entro un anno dall’inizio dei rapporti con il primo partner fino ad arrivare all’80% nelle donne di 50 anni.
Di gran lunga le infezioni più comuni sono quelle sostenute dai sottotipi ad alto rischio (v. oltre), che risultano presenti nel 30% delle ragazze già 24 mesi dopo l’inizio della propria attività sessuale.
La quasi totalità delle lesioni pre-neoplastiche del tratto genitale inferiore femminile è causata proprio dal Papillomavirus Umano. Questo virus è attualmente considerato il responsabile della trasformazione maligna nel 99% dei carcinomi del collo dell’utero.

La faccenda però non è cosí drammatica come sembra!
L’infezione da HPV ha inizio con un contatto sessuale a livello genitale, anche tramite contatto tra aree non coperte da preservativo, inguine o base dell’asta peniena. Il graduale sviluppo di un’efficace risposta immunitaria è ritenuto essere il principale meccanismo di difesa nei confronti del DNA virale a tal punto da permettere una piena risoluzione spontanea dell’infezione in circa il 70% dei nuovi casi entro un anno dall’infezione.

Tutto si gioca sulla capacità delle proprie difese immunitarie di rimuovere il DNA virale. La persistenza di tale virus è alla base dell’infezione latente, silente dal punto di vista clinico ma pronta a riattivarsi in caso di calo delle difese immunitarie, fino a portare a lesioni precancerose. Attenzione! Solo il 5-10% delle donne positive al test HPV per sottotipi ad alto rischio svilupperà pap test anomali. E solo una minima percentuale di lesioni di basso grado progredirà fino al cancro!

Diverso è il discorso se la paziente presenta HPV test positivo per sottotipi ad alto rischio e il Pap test presenta lesione intraepiteliale di alto grado: in questo caso il rischio di ritrovarsi con una condizione oncologica grave è molto serio.
Si calcola, però, che dalla lesione precancerosa al cancro invasivo il processo richieda circa 8-12 anni. C’è tempo per prevenire, c’è tempo per curarsi e guarire totalmente!

Cosa fare? Prevenzione primaria con

1) uso del profilattico con un nuovo partner, prima di qualsiasi contatto fra genitali, ma anche nel sesso alternativo, orale ed anale

2) estensione sul territorio della vaccinazione per i due sottotipi maggiormente rischiosi. Dal momento che quasi la metà delle infezioni è a carico di ragazze tra i 15 e i 25 anni, i programmi vaccinali sono giustamente rivolti alle adolescenti di età precedente all’inizio dell’attività sessuale. Più ragazze saranno vaccinate, meno uomini diventeranno portatori sani del virus. Già, perché il cancro epiteliale del pene non ha la stessa incidenza del cancro del collo dell’utero e l’uomo quando incontra l’HPV può trasmetterlo senza aver alcun segno clinico di infezione.

Prevenzione secondaria con adesione ai programmi di screening, ovvero rispondendo all’invito ad eseguire il pap test e/o l’HPV test presso l’USL del proprio comune di residenza. La diagnosi precoce permette di affrontare con serenità un’eventuale infezione da HPV e di curarla con estrema fiducia.
Solo in questo modo, con umiltà e consapevolezza, possiamo vivere una sessualità serena, anche in compagnia dell’HPV!

Dr. Maria Cristina Iannacci 
www.iannacci.it
iannacci foto prof

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